Comune di Bergantino (RO)
 
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O pubblicazioni

Il volume costituisce la fase finale di un monitoraggio faunistico e vegetazionale iniziato alla fine del 1997,
volto a conoscere meglio le specie presenti... continua »

 

 

O curiosità

Il Cervo volante minore (Dorcus parallelepipedus) è un Lucanide abbastanza diffuso anche in Pianura Padana; si sviluppa sulle vecchie ceppaie di Pioppo e di Salice.

 

 

 

L'IMPORTANZA DEGLI ALBERI MORTI

Nella lunga vita di un albero possono verificarsi numerosi incidenti quali la rottura di un ramo di grandi dimensioni o l’infestazione di un parassita che può provocare la degradazione del legno ad opera di moltissimi organismi quali ad esempio i batteri, i funghi e gli insetti: la disgregazione del legno offre a molte specie di invertebrati microhabitat importanti dove nutrirsi, rifugiarsi, riprodursi.
Un numero notevole di insetti sono inoltre parassiti interni di altri invertebrati che popolano questo habitat straordinario.
La degradazione organica del legno può durare da dieci a venticinque anni a seconda della specie di albero e in questo lungo lasso di tempo un'incessante successione di biocenosi, composte da funghi e da invertebrati, si sussegue nel corso del tempo: pochi insetti sono adattati a nutrirsi del legno sano, che viene invece iniziata dai funghi.
Tipici “colonizzatori della prima ora” sono alcune specie di coleotteri scolitidi che trasportano con sé alcune specie di funghi.
Studi effettuati in Europa centrale hanno permesso di identificare almeno 14 specie di formiche saproxiliche e quasi 390 specie di coleotteri saproxilici, oltre a 115 specie di Sirfidi (Ditteri simili ad api), anch’essi saproxilici.
In Svezia sono stati censiti ben 2500 specie di funghi e circa 50 specie di muschi tutti legati al legno morto, mentre recenti studi inglesi hanno evidenziato la presenza di circa 1700 specie di invertebrati dipendenti per almeno una fase del loro ciclo vitale dal legno morto.
Tali necromasse forestali, infatti, hanno un’importanza fondamentale nell’ecologia dell’habitat, in quanto ospitano un elevato numero di specie di funghi e di invertebrati, incrementano enormemente la biodiversità locale e favoriscono la formazione di humus recettivi per la rinnovazione stessa del bosco.
Un albero che muore, cade al suolo e scompare nel giro di qualche anno offre una miriade di microhabitat ai batteri che distruggono la cellulosa, agli invertebrati xilofagi e saproxilici, ad insetti che si nutrono dei funghi che stanno degradando il legno, ai micromammiferi e ai pipistrelli che vi possono trovare rifugio, a molte specie di uccelli (Picchi, Cince, Picchi muratori, Storni, ecc.) che vi cercano gli insetti o che vi trovano siti idonei alla nidificazione

 

 

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